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La trasmissione Report domenica 31 ottobre, affrontando il tema delle centrali a biomassa, si è chiesta: “Le centrali a biomassa sono sempre così utili all’ambiente e all’economia come sembrerebbe?”

Nel servizio si sottolinea la problematica connessa all’impiego del legno quale biomassa combustibile, anziché quale materia prima nella filiera del legno.

Come si afferma, “non essendoci legno a sufficienza per tutti, i costi aumentano, il prezzo dei pannelli per arredamento sale, i consumi calano e rischia di entrare in crisi, non solo l’industria dei pannelli ma tutta la filiera dell’arredamento. 400.000 addetti e 32 miliardi di euro di fatturato, uno dei settori più importanti dell’economia italiana.”

“La cosa è anche paradossale – afferma Paolo Fantoni presidente di Assopannelli – proprio perché il valore aggiunto creato dal legno nella filiera tradizionale del mobile è di 10 volte superiore al valore aggiunto prodotto attraverso la termovalorizzazione”

Un sistema quello della gestione delle centrali “fuori controllo” che, oltre a seri danni ambientali, è causa anche di gravi conseguenze in campo economico e occupazionale.

Il servizio integrale è disponibile sul sito di Report

Manovre in corso al gruppo Saviola. Il colosso di Viadana cambia struttura societaria: le quattro spa e srl che producono pannelli truciolari si riuniscono sotto l’etichetta Gruppo Mauro Saviola. In testa alla piramide ci sará invece la Saviola Holding. «L’obiettivo è dare una struttura più semplice all’intero assetto» spiega Alessandro Saviola, amministratore unico di una realtá che nel 2010 ha fatturato circa 610 milioni di euro con la produzione di pannelli in legno riciclato e mobili in kit.

Il volume d’affari è in risalita rispetto ai 571 milioni del 2009 ma ancora lontano dagli 800 del 2008. Il timone del gruppo sará nelle mani della Saviola Holding. Dalla quale partono tre ramificazioni: Gms (Gruppo Mauro Saviola) per tutta l’attivitá che riguarda produzione di pannelli truciolari, lavorazione del legno e medium density fiberboard (pannelli di fibra a media densitá), Sadepan per la chimica e le resine, Composad per i mobili e le altre attivitá.

Il passaggio più rilevante, sancito dal primo gennaio, è quello che fa nascere la Gms. Nella nuova srl entrano quattro vecchie societá: la Societá industria agglomerati, la Sama, la Nuova Rivart (sede a Radicofani in provincia di Siena) e la Societá industria truciolari. Insieme valgono un capitale sociale di centocinquanta milioni di euro, trasferito in toto nel nuovo soggetto, il cui assetto resta da definire. Per ora lo stesso Alessandro Saviola è amministratore unico, ma si sta ragionando sulla composizione del consiglio di amministrazione. Il fatturato del comparto truciolari-legno è vicino al 40% del totale del gruppo e si aggira attorno ai 230 milioni di euro, con una produzione di un milione e mezzo di metri cubi di pannelli all’anno.

La chimica vale circa un terzo dei 610 milioni totali, il resto arriva da mobili e attivitá minori. Dietro al riassetto ci sono motivi di razionalizzazione organizzativa e riduzione dei costi. «Avevamo bisogno di una struttura societaria più semplice – spiega ancora Saviola – in particolare per agevolare i rapporti con il mondo del credito». Dunque nessuna novitá concreta per i lavoratori del gruppo: al massimo, con la nascita di una societá unica, saranno più rapidi eventuali spostamenti di personale in base a esigenze contingenti, ma i cambiamenti non andranno oltre. Per l’azienda la nuova struttura è anche la via per ridurre alcuni costi amministrativi: «Sì, i risparmi inevitabilmente ci saranno – conferma Saviola – ad esempio avremo un solo collegio sindacale e un solo bilancio anziché quattro esercizi diversi.

L’obiettivo insomma è semplificare, snellire. Basti pensare che finora avevamo circa duecento milioni di fatturato intergruppo, per le compravendite tra le quattro societá che lavorano nel legno. Ora non ce ne sará più bisogno»

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